Perchè dire NO alla Plastica

1 La plastica deriva dal petrolio

La plastica è un materiale sisntetico,Il ciclo produttivo delle materie plastiche parte dal petrolio.

Petrolio → monomeri → polimeri → materie plastiche → prodotto finito

Gli oggetti derivati dal petrolio si dividono in due categorie, a seconda della grandezza: macroplastiche e microplastiche. Sono talmente piccole da risultare spesso invisibili all’occhio umano, si trovano nei nostri indumenti, nei prodotti cosmetici, che sono più piccole di mezzo centimetro e possono essere facilmente inghiottite dai pesci e dagli altri animali marini.Sono presenti in grandissime quantità nell’ambiente, specialmente quello marino, risultando altamente nocive per la salute di tutti gli essere viventi.

2 La plastica non è biodegradabile

I materiali sintetici non si degradano velocemente se abbandonati nell’ambiente, specialmente se vanno a finire nel mare: le analisi più recenti, raccolte in uno studio di due biologi italiani, hanno stabilito che ogni anno vengono riversate in acqua fino a 15 milioni di tonnellate di materie plastiche che, grazie alle correnti oceaniche, raggiungono anche i posti più remoti della Terra. La biodegradazione non è sinonimo di compostabilità: La differenza sostanziale è quanto tempo sia necessario per trasformarsi in composti chimici elementari alla fine del processo di biodegradazione.

Ecco alcuni esempi di degradazione:

  • Un contenitore d’alluminio per bibite 10 -100 anni
  • Un recipiente polistirolo oltre 1000 anni
  • La bucia di una banana 3 mesi
  • un bicchiere in plastica 200 anni

3 La plastica contribuisce al cambiamento climatico

Il surriscaldamento del nostro pianeta è dovuto alle politiche di produzione e di consumo imperterrita di plastica non biodegradabile in quanto aumenta le emissioni di CO2 e limita la naturale capacità degli oceani di assorbirla e catturarla (la CO2, non la plastica che  una volta arrivata in mare compromette l’intero ecosistema marino).

4 La plastica è difficile da riciclare

Uno dei problemi maggiori che si incontrano per riciclare la plastica è che questa non è tutta uguale: vi sono più tipologie di polimeri (materia di cui è costituita la plastica) che hanno proprietà e caratteristiche diverse e quindi richiedono diverse tecniche di smaltimento. Il problema principale per il riciclaggio della plastica è la mancanza di impianti di riciclo adeguati : per poter riciclare bisogna avere una tecnologia capace di selezionare queste le diverse tipologie di plastica.

A complicare ulteriormente la questione è la combinazione di polimeri diversi in singoli oggetti, come per esempio succede per le semplici bottiglie: il tappo è sì di plastica, ma di un tipo differente rispetto al resto della bottiglia, e non possono essere riciclati allo stesso modo.

5 La plastica rilascia tossine nel cibo

La plastica, in particolare alcune tipologie di materiale plastico, è potenzialmente dannoso per l’ organismo.

Ad esempio Il PVC contiene sostanze chimiche addolcenti chiamate ftalati che interferiscono con lo sviluppo ormonale. il BPA, la sostanza chimica altamente tossica presente nella plastica, è uno dei fattori che contribuisce ai problemi endocrini nei feti e nei bambini

7 La plastica, semplicemente, inquina

Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono dalle nazioni costiere negli oceani.  Spesso contengono additivi che le rendono più resistenti, più flessibili e durevoli. Molte di queste sostanze però prolungano la vita dei prodotti nel momento in cui vengono gettati via. Si stima che alcuni possano durare in media circa 400 anni prima di degradarsi.

Differenza tra Plastc Free e Zero Waste

Plastic free: rifiutare la plastica, soprattutto quella monouso della quale si potrebbe fare assolutamente a meno.

Zero Waste: Zero sprechi e zero rifiuti, stile che punta a eliminare i rifiuti in discarica e minimizzare i rifiuti che possono essere riciclati.

Lo Zero Waste è strettamente legato al Plastic Free, ma va oltre il semplice rifiuto alla plastica, ha come obiettivo ridurre al minimo lo spreco di risorse in generale e sfruttare al massimo quelle che già possediamo, sino a rimetterle in circolo, in una vera ottica di economia circolare.

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