Significato di Greenwashing. 5 modi per smascherare l’inganno

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Elisa Sorbini
Elisa Sorbini
Fondatrice di Bravo Brave, professante Zero Waste, mamma.

Molte grandi aziende hanno riconosciuto che il concetto di sostenibilità fa business. Benissimo,- allora abbiamo raggiunto il nostro obiettivo- dirai, ma non è così, purtroppo, si tratta solo di Greenwashing!

Ci stanno ingannando! Si tratta di Greenwashing

Significato di Greenwashing

È la tendenza di molte aziende di dichiarare presunti comportamenti sostenibili in modo tale da ottenere un maggior profitto attirando quel target di persone che sono attenti all’ambiente ( “Green” appunto) senza fare realmente nulla di concreto per il pianete, si tratta semplicemente di pubblicità ingannevole.

Le pratiche che molto spesso vengono utilizzate sono molto semplici: uso di marchi con il suffisso “eco”, uso del verde come colore dominante, definire un prodotto “eco-friendly”. Ad esempio, queste aziende truffaldine, usano le tipiche frasi di sostenibilità e mostrano immagini emotive di animali marini intrappolati nella plastica sui loro siti web.“Niente plastica” è ormai una tendenza – siamo ovviamente soddisfatti- ma ci state prendendo in giro nei fatti!. Oltretutto, attuando una concorrenza sleale a sfavore di piccole e autentiche imprese che hanno a cuore la qualità delle materie prime e il nostro pianeta.

Le grandi società si dipingono di green investendo milioni di euro in marketing solo per copiare valori sociali e gli ideali di altre aziende che sono credibili, di fatto, spazzandole via dal mercato. Questo comportamento ostacola fortemente lo sviluppo di un’economia realmente sostenibile.

7 peccati del greenwashing:

  1. Il compromesso nascosto: suggerire che un prodotto è “verde” in base ad alcuni attributi senza preoccuparsi di altre importanti questioni ambientali. Una carta può essere prodotta da una foresta raccolta in modo sostenibile, ma è stata comunque prodotta con costi energetici e di inquinamento.
  2. Fibbing: mentire sulla certificazione ambientale di un prodotto (ad esempio affermando falsamente di essere certificato Energy Star).
  3. nessuna prova che un’affermazione sia vera: ad esempio, il fatto che la carta utilizzata per un prodotto sia stata riciclata.
  4. Irrilevanza: un’affermazione (dichiarazione ambientale) spesso vera ma inutile per la decisione del consumatore. Ad esempio, “senza CFC” non ha senso dato che i clorofluorocarburi sono già vietati dalla legge.
  5. Vaghezza: un’affermazione o frase così poco definita che molto probabilmente il consumatore avrà difficoltà a comprenderne il vero significato. Ad esempio, un tag su cui è scritto “tutto Green”.
  6. Minore dei due mali: un’affermazione che può essere vera all’interno della categoria di prodotto ma distrae il consumatore dagli impatti sulla salute o sull’ambiente della categoria (sigarette biologiche).
  7. Etichette false: utilizzo di etichette false o affermazioni di approvazione di terze parti. Ad esempio, un’immagine simile a una certificazione con un vocabolario verde come “eco-preferito” o “eco-certificato”.

Un esempio concreto di Greenwashing in Italia

5 modi per smascherare l’inganno

Occorre dare un’occhiata più da vicino e non lasciarti ingannare dalle promesse pubblicitarie dell’azienda e dai grandi prodotti che di naturale hanno ben poco:

  1. Controlla le liste degli ingredienti. In caso di dubbio, chiedi a Internet e considera a chi vuoi veramente dare i tuoi guadagni.
  1. guardare l’azienda nel suo complesso, cerca informazioni rispetto alle sue politiche di business e sostenibilità ambientale e come queste vengano applicate lungo tutta la filiera produttiva. Se non trovi nulla a riguardo, molto probabilmente si tratta di aziende che improvvisamente vogliono salvare il pianeta, ma lo hanno consapevolmente distrutto in anticipo (e lo stanno ancora distruggendo)
  2. Controllare le certificazioni ambientali, la veridicità delle stesse e criteri di assegnazione.
  3. Non cadere nella trappola dei colori, verde non significa trasparente, se le informazioni sono vaghe oppure troppo tecniche, probabilmente, nascondono qualcosa.
  4. Usare le app e la rete. Per molti prodotti esistono app che permettono di conoscere, in tempo reale, l’impronta ecologica.

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